Old but gold

Lo sciocco del mattino (2009)

Ogni giorno c’è una nuova delusione
nell’universale rapporto di persone.

Ad oggi velate antipatie ed egoismo
non son più rari del menefreghismo.

E non è lungo il passo che dal vortice
ci porta ad affilare gli aculei d’istrice;

l’anima mia è già pronta ad avvelenare
i nuovi coloni nel rapporto universale.

Per il vile non c’è garanzia che tenga,
ridotto com’è alla sola facciata esterna,
godrà del riflesso della luce eterna
senza mai poterne brillare.

Sarebbe bello un mondo in cui gli interessi
non intaccassero le personalità e i sessi,
in cui con gli amici si possa essere se stessi
e non macchiette di quel che ci siamo imposti.


Lo sciocco della sera, a P. Valery (2009)
E gli piacquero così tanto le stelle
che si posizionò a loro immagine e somiglianza.
Studiò la fisica e il movimento di quelle
per ammirarle senza difetto di ignoranza.Capì che il fato l’aveva da sempre anticipato,
l’ordine fu sempre quello, indifferente.
Il tempo, i libri, ciò che più aveva ammirato
lo lasciarono senza scopo, insignificante.

Cosa era per quel miliardo di miliardo?
Poteva vivere, sognare ma non significare.
Benchè il suo animo lo guidasse testardo
non aveva che la speranza di morire.

Ma gli venne un’idea: disse ” se tanto mi da tanto”
“posso sempre diminuirmi, iniziando dallo sguardo”.

Si tolse la vista con uno spaccaghiaccio,
tentò poi con l’udito e si spezzo un braccio.

“Sono nato come m’hai evoluto, non per un mio disegno,
ora ammira tu bastardo chi di carità non vuol essere degno”

La fantasia frenetica, immediata, involontaria
in un’azione rapida, impropria e neccessaria:
superò natura, il suo dio, la maternità
ma ripagò quel gesto, divino, con la fatalità
                                                                                di morte.


L’eterno riposa (2010)

le nuvole si arrestano all’infinito
schiacciando la stabile città
trovando riposo per un momento.
al tempo il vento le spazzerà.

Un Dio di gelato e frutta secca
aspetta qualche disgrazia
mentre uno smilzo giovanotto
cerca riparo in un bicchiere.

Alternando va, ma riposa,
più sicuro di una sposa,
più banale di una rosa,
alternando vai e riposa.


Pioggia (2010)

Con vigore un uomo con un grande cuore
diceva: “eppure il vento soffia ancora”
senza speranza di passare alla storia
se non patteggiando col conquistatore.

Mentre i furbi fanno a gara per sparare,
si discute sulla grandezza di questo male
e seppure il vento continui a soffiare
grappoli di bombe continuano a fioccare.

Inconsapevolmente molte persone moriranno
da quale parte siano nemmeno loro lo sanno.
I loro corpi inermi accasciati sulla nuda terra.
Non è divina, non è ideale, si chiama guerra.

E come disse un altro grande pacifista,
che scrisse di Piero e morì da alcoolista,
il problema non è di giacca o di umore,
della morte, l’umano problema è la stagione”.

Nonostante ciò la pioggia da quel nuvolone
imperterrita e violenta continua a cadere:
la sua azione è crudele, per altri il contrario.
Per molti è la chiusura di un altro sipario.


 

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