La prima volta

La prima volta che sono morto
non sono risorto,
non ho avuto il tempo di afferrare
se fosse caldo o un problema mentale.

la prima volta che sono morto
lacrime sopra un volto contorto.
non ho avuto il coraggio di atterrare
su un soffice terreno di mai più.

la prima volta ho visto mia madre,
mi toccava il volto e lei non c’era più.

le sue urla di strazio mi sembrarono vere.
provai imbarazzo per non poterla aiutare:

una pozza inerme cinceva i miei però.

la prima volta che sono morto
non sono risorto.
ho visto il mondo cingere una barriera
sul davanzale freddo della mia camera.

era la mia prima volta da morto,
e qualcosa è andato storto
perché sentivo crescere la mia vitalità,
mentre gli anni passano dal vecchio aldilà:

da quella volta non ho più visto mia madre,
una donna che non voleva morire prima del tempo,

la sua anima forte ha passato indenne gioie e dolori,
senza l’imbarazzo per il vile coraggio di un figlio

che in una pozza inerme taceva i suoi però.

E sai, c’è un tempo per dirsi le bugie,
per piangere nell’ombra e risorgere,
per vivere felice nei chissà.

c’è un tempo per dar retta alle follie,
per far felici gli altri,
come se non fosse anche quella felicità.

c’è tempo per far fronte a tante vie,
non decidiamo quale e chi sarà.
siamo come ciechi in questo aldilà.

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