eravamo dei bambini, forse un po’ troppo vivaci,
con il cielo negli occhi e le scarpe sporche di fango.
sempre a correre, correre, cadere e correre oltre la sera
per poi tornare a casa con una nuova storia e le mani nere
sereni ma senza il timore della vostra pazienza,
sereni ma con timore, vi davamo obbedienza.

E il ricordo più bello, le onde del grigio mare d’inverno,
le alghe poste a barriera, la salsedine, il freddo nelle ossa
sempre a correre, cadere e ridere oltre mia madre
per poi tornare a casa completamente inzuppati e felici,
felici come l’amore della vostra pazienza,
parlavamo per ore nel buio della stanza.

e anche quando abbiamo sbagliato da entrambi i lati
anche quando ci ho messo anni per poterti perdonare
quando ti sfidavo ridendo per non vederti trionfare
quando i miei occhi hanno dovuto assistere alle lacrime
fino ad ammirare immobile, il dolore scorrere altrove,
indifferente al male, sappi che non ho mai smesso di amare

sappi che non ti ho mai smesso di amare.

mi hai visto crescere tra tue le braccia mai troppo chiuse
prima bambino incompreso, poi genio, poi ribelle, poi arreso.
mi hai visto rinascere, e non sai quanto mi sia piaciuto
sentire il tuo apprezzamento per ciò che mi viene meglio,
vederti soddisfatto e sentire la tua forza venirmi in sostegno.
è stato un onore vivere per te, per me averti conosciuto.

e ora che passo i giorni a sfogliare nella mente i ricordi,
ti immagino sorridente come nell’immagine balenata al capezzale,
come il mantra che mi ha aiutato a farmi forza in mezzo al dolore.
immagino che la fine alla tua incredibile vita non sia così banale.
ti immagino fiorire dalla terra e alla terra ritornare
in un ciclo infinito di infinito ritornare.

E finché avrò fiato nella mia mente non ci sarà spazio per il male,
così come il giorno peggiore della mia breve esistenza da animale,
ogni volta che sentirò dolore ritornerò al mio mantra personale:
“mia madre sarà un’orchidea, mio padre è una piante di limone”
perché se il ricordo svanirà, resterà la capacità di amare,
e se fossi lei sarei un’orchidea, se fossi in te, una pianta di limone.

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